12 febbraio 2026

BLOCCHI DI RETE A BERLINO E BARCELLONA

AI 

Nei giorni scorsi, a causa di eventi atmosferici avversi, nelle città di Berlino e Barcellona si sono verificati dei blocchi sistemici rispettivamente della rete tramviaria e di quella ferroviaria suburbana.

In particolare nella città di Berlino nei giorni 26 e 27 gennaio si è avuta la quasi totale chiusura del servizio sulla terza rete tranviaria più grande del mondo.

Questo evento segna una delle più gravi interruzioni del trasporto pubblico nella capitale dovute alle condizioni meteorologiche degli ultimi decenni.

Solo pochi giorni prima, Berlino aveva registrato temperature fino a -15 °C, senza significative limitazioni operative sulla rete tranviaria.

Ma, mentre il gelo secco è relativamente gestibile per i sistemi ferroviari elettrici, l'insolita situazione meteorologica con pioggia ghiacciata si è rivelata altamente problematica per l'esercizio.

Il motivo va ricercato nel fatto che a temperature intorno a 0 °C, si forma uno strato di ghiaccio sottile ma altamente adesivo sul filo di contatto, interrompendo il collegamento elettrico tra il pantografo e la catenaria.

La vulnerabilità strutturale del sistema (circa 200 km di linee) è diventata particolarmente evidente durante la rimozione del ghiaccio.

Questa attività è stata effettata manualmente impiegando 3 carri-torre, ciascuno con squadre di 3 operai, che hanno svolto un lavoro fisicamente impegnativo in condizioni di sicurezza estremamente critiche.

Un sistema che, in situazioni di crisi, si basa interamente su lavori manuali pericolosi e ad alta intensità di manodopera non ha una sufficiente resilienza tecnica.

Sebbene le condizioni meteorologiche siano state il fattore scatenante immediato, le condizioni strutturali e organizzative potrebbero aver almeno influenzato l'andamento e la durata delle interruzioni. 

La completa sospensione dei servizi tranviari ha evidenziato che il sistema attualmente non dispone di modalità operative che consentirebbero almeno un servizio ridotto e prioritario lungo gli assi principali.

Il blocco della rete dovrebbe quindi essere visto non come un'anomalia isolata, ma come un campanello d'allarme per ripensare le operazioni invernali, le infrastrutture e la gestione delle crisi in modo più  integrato e resiliente.

Nei giorni 21 e 22 gennaio nella regione della Catalogna, sempre a causa di eventi atmosferici avversi, si è avuta la totale sospensione del servizio ferroviario suburbano, denominato Rodalies.

La sospensione totale del servizio è stata causata da 2 diversi incidenti avvenuti a poche ore di distanza l'uno dall'altro.

Il primo è avvenuto la sera di martedì 20 gennaio nei pressi di Gelida (sulla linea R4) ove un treno si è scontrato con un muro di contenimento crollato sui binari a causa delle forti piogge.

Il bilancio è stato molto grave: il macchinista del treno è morto e almeno altre 37 persone sono rimaste ferite.

Il secondo era avvenuto poche ore prima tra Maçanet-Massanes e Tordera (sulla linea R1) ove un treno è deragliato a causa della collisione con un masso caduto sui binari, sempre a causa delle forti piogge.

In questo caso nessuno è rimasto ferito.

Come conseguenza diretta di questi 2 incidenti, l'intera rete ferroviaria Rodalies è stata sospesa per 2 giorni consecutivi (mercoledì 21 e giovedì 22), impedendo a circa 400.000 passeggeri di viaggiare su una rete di oltre 460 chilometri di binari con 134 stazioni.

La ragione principale della sospensione totale dei servizi è stata l'ispezione di tutte le linee operative da parte del personale addetto alla sicurezza, ordinata dopo gli incidenti (un processo che richiede tempo).

Anche in questo caso, come in quello di Berlino, le cause profonde vanno ricercate in carenze sistemiche ed infrastrutturali.

Nella regione autonoma della Catalogna le rete a scartamento largo è ancora gestita e mantenuta dall'operatore ferroviario statale RENFE (attraverso la controllata ADIF), mentre il resto della rete dall'ente ferroviario regionale FGC.

Questa doppia gestione non facilita né l'esercizio né la manutenzione e, a detta di molti, sia il servizio che le infrastrutture versano in grave stato di abbandono.

La normale operatività è ripresa solo venerdì 23 mattina, con il ripristino del servizio ferroviario su tutte le linee.

La situazione è tuttavia peggiorata ulteriormente quando un'altra frana si è verificata sulla linea R1 tra Blanes e Maçanet-Massanes.

Fortunatamente in questo caso, il macchinista di un treno in avvicinamento è riuscito a fermarsi in tempo.




29 ottobre 2025

CITADIS A TENERIFE

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Tram multiarticolato a truck Alstom Citadis 302 bidirezionale a piano parzialmente ribassato (32 metri, 2 casse, 3 assi, 255 pax) del 2006 (gruppo di 26 unità numerate 1-26), utilizzato sulle linea 1 e linea 2 che collegano Santa Crux de Tenerife a San Cristobal de La Laguna, nelle isole Canarie, nell'autunno del 2025.


La flotta è costituita da materiale rotabile praticamente identico a quello utilizzato nella metropolitana leggera di Madrid e sulle 2 linee tramviarie di Barcellona (Trambaix e Trambesos).


La rete è costituita dalla linea 1 (Intercambiador <> La Trinidad) lunga 12,6 km e dalla linea 2 (La Cuesta <> Tíncer) lunga 3,6 km che interscambiano alle fermate Hospital Universitario ed El Cardonal.


25 ottobre 2025

CITADIS SRS A NICE

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* Tram multiarticolato a truck Alstom Citadis 302, bidirezionale a piano totalmente ribassato nella versione corta (33 metri, 5 casse, 6 assi, 255 pax) e nella versione lunga Citadis 402 (44 metri, 7 casse, 8 assi, 345 pax), sulla linea 1 (Hôpital Pasteur <> Henri Sappia), nella Place Massèna, in prossimità della Fontaine du Soleil, e lungo la Avenue Jean Médecin,

* tram multiarticolato a truck Citadis 405, bidirezionale a piano totalmente ribassato nella versione lunga lunga (44 metri, 7 casse, 8 assi, 345 pax) sulla linea 2 (Port Lympia <> Aéroport Terminal 2) e sulla linea 3 (Port Lympia <> Saint-Isidore) nei pressi dello svincolo per l'Aeroporto. nell'autunno 2025.






Va ricordato che la flotta inizialmente (2006) era costituita da 20 complessi in versione corta (5 casse) dei quali 8, grazie alla modularità della piattaforma Citadis, nel 2018 furono ampliati alla versione lunga (7 casse).

Particolarità della flotta Citadis di Nizza è il suo completo equipaggiamento con il sistema Alstom SRS (Stationary Recharge Solution) che consente la marcia priva di catenaria (wireless) per un breve tratto della linea 1 e sull'intero percorso delle linee 2, 3 e B.

La prima versione del sistema SRS (adottata sulle vetture 302 e 402) prevede come equipaggiamento di bordo una serie di batterie NiMH che sono ricaricate da linea di contatto (ricarica lenta in movimento) lungo i tratti provvisti di catenaria (che sono prevalenti rispetto a quelli senza, con un rapporto 10/1).

La seconda versione del sistema SRS (quella adottata sulle vetture 405) prevede come equipaggiamento di bordo una serie di celle di super-capacitori LICs (Ecopack) ricaricabili mediante delle di stazioni di ricarica situate presso le principali fermate (ricarica rapida da fermo), consentendo di estendere i tratti wireless a tutta la linea.

Nella ricarica da fermo, durante la sosta presso la fermata per la normale salita e discesa dei viaggiatori, il tram effettua la ricarica tramite un magnete di contatto che va a toccare un pattino di alimentazione da terza rotaia, che gli consente di continuare il percorso fino alla fermata successiva con piena disponibilità di energia.

Una ricarica completa avviene in un tempo massimo di 20 secondi e la vettura può affrontare il percorso prefissato potendo raggiungere una velocità fino a 80 km/h.

Analoghe soluzioni con accumulo a bordo sono state adottate sia a Siviglia (con ricarica rapida da fermo da linea di contatto) che a Saragozza (con ricarica rapida da fermo da terra) servendosi del sistema ACR (Acumulador de Carga Rápida) di CAF.


La rete è composta da 4 linee (con circa 25 km di lunghezza d'impianto sui quali insistono circa 40 km di lunghezza d'esercizio).

La linea 1 (quella storica) ricorda con un percorso ad U quello delle linee metro di Barcellona, che partendo dalla collina raggiungono il mare per poi ritornare alla collina.

La linea 2 che dall'Aeroporto raggiunge il centro seguendo un itinerario costiero O-E con l'ultimo tratto di oltre 3 km percorso completamente in sotterranea.

La linea 3 che condivide completamente il percorso costiero con la linea 2 per poi raggiungere a N la pianura del Varo.

La linea B (l'ultima costruita) che con un breve tratto collega l'Aeroporto al centro CADAM.

PS: la soluzione catenary free dei tram di Nizza è quella che è stata adottata anche a Roma per i 121 tram ordinati a CAF.

Non sono disponibili però molti dettagli su questa caratteristica, sia nella documentazione emessa per la gara (nella quale si parlava di complessi "dotati di batterie" e di altri "predisposti") che in quella del costruttore (mai pubblicata).

Possiamo ipotizzare che si tratterà di "vetture con batterie con ricarica lenta da linea di contatto" (visto l'esiguità dei tratti wireless), anche se nell'ultima Memoria di Giunta (83/2025) gli unici 2 tratti importanti senza rete aerea della linea TVA (la rotatoria di piazza Venezia ed il triangolo dei ponti Vittorio e PASA) sembrano scomparsi.

11 ottobre 2025

ESTENSIONE LINEA M10 A BERLIN

AI+🙋

Nelle immagini virtuali e reali alcuni passaggi dei complessi Flexity Berlin sul prolungamento della linea M10 (Berlin Hbf <> U-Turmstraße) (*), il giorno dell'inaugurazione (9 settembre 2023) e nei giorni di normale esercizio.

Dopo circa 2 anni e mezzo di lavori (che hanno interessato 2,2 km di linea a doppio binario con 5 nuove fermate, realizzata principalmente come pista erbosa rispettosa del paesaggio urbano) è stato consentito alla linea M10 di proseguire il suo viaggio dalla stazione ferroviaria principale di Berlino Hauptbahnhof alla stazione della metropolitana Turmstraße della linea U9 (Osloer Str. <> Rathaus Steglitz), raggiungendo di nuovo, dopo quasi 60 anni, il centro del quartiere Moabit.


Si prevede che nel prossimo futuro circa 16.000 passeggeri utilizzeranno la nuova tratta in un giorno lavorativo medio.

Il prolungamento della linea M10 è l'ultimo "sconfinamento" dell'attuale rete tramviaria, confinata nel territorio della ex-DDR, in quello della ex-Berlino Ovest, che aveva visto, dopo la divisione della città in 2 settori, la completa scomparsa del tram.


La rete tramviaria della città di Berlino alla fine della seconda guerra mondiale totalizzava circa 300 km d'impianto (una delle più estese del mondo).

Con la divisione della città in 2 settori la rete fu smembrata e quella presente nel settore occidentale fu completamente smantellata, in ossequio alla dottrina della Autogerechte Stadt (la città a misura d'auto), teorizzata dall'architetto ed urbanista tedesco Hans Bernhard Reichow nel 1959 nel saggio "The Car-Friendly City - A Way Out of Traffic".

Nel 1967 la dimensione della rete raggiungeva a malapena i 150 km, confinati completamente nel settore orientale.

Dopo la riunificazione si cominciò a pensare ad una ricostruzione di quanto perduto (e il prolungamento della linea M10 ne è un esempio) anche se la lentezza nella realizzazione dei nuovi tratti fa presagire che nel 2050 (a 100 anni dallo smembramento) non si sarà raggiunta la lunghezza della rete originaria.

Comunque attualmente la rete della città raggiunge i 189 km di lunghezza d'impianto che la pone al terzo posto nella classifica europea, dopo San Pietroburgo ed Odessa e prima di Mosca (Milano, prima rete italiana, è al 26mo posto).

La rete tramviaria di Berlino gode di 2 primati unici:

* è stata la prima nel mondo nel 1881 ad avere una linea elettrificata (progettata e costruita da Ernst Werner von Siemens a Groß-Lichterfelde, all'epoca comune rurale indipendente da Berlino);

* condivide la rete con altri 2 sistemi su ferro: la U-Bahn (prevalentemente sotterranea) e S-Bahn (prevalentemente di superficie o sopraelevata).

(*) le linee di Berlino con il prefisso M sono dette MetroTram e sono caratterizzate da un servizio H24 con frequenze minime di 10 minuti durante il giorno

26 agosto 2025

TRENOVIA DE OPICINA (II)

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Motrice bidirezionale a carrelli OMS/TIBB (13 metri, 1 cassa, 4 assi) del 1935 (gruppo di 7 unità numerate 401-407) in partenza dal nuovo capolinea provvisorio di piazza Dalmazia a Trieste e lungo il percorso verso Opicina, nell'estate del 2025.

La riapertura della linea Trieste <> Opicina è avvenuta sabato 1° febbraio 2025, dopo circa 9 anni di sospensione, dovuta all'incidente avvenuto il 16 agosto 2016, quando 2 vetture si scontrarono frontalmente, senza danni fortunatamente per le persone.









​La flotta attuale, oltre che dalle 6 vetture acquistate negli anni 1935-1942 (la vettura 403 è stata rottamata in seguito ad un incidente) e mantenute in perfetto ordine di marcia, è completata da 2 cosiddetti "spintori" (o carri scudo), utilizzati nel tratto iniziale della tramvia, dove con un impianto funicolare è possibile superare (anche con pendenze del 26%) il dislivello che separa Trieste dagli altopiani del Carso.

Nella flotta attuale sono presenti anche 2 cimeli storici (utilizzati nelle grandi occasioni): le vetture biassi UNION 1 e 6 originali del 1902.

La 1 è stata ricondotta alle condizioni degli anni '20 del '900 (con frontali chiusi e livrea verde) e rimessa in servizio nel 1992 in occasione dei novant'anni dell'apertura della tramvia; la 6 è stata restaurata nel 2006 (con frontali aperti e livrea amaranto).


Il tratto funicolare "va e vieni" attuale (gestito con i 2 spintori agganciati ad una fune traente avvolta su un sistema di pulegge motorizzate presenti nella stazione sotterranea posta a monte della tratta) inizialmente (dal 1902 al 1928) era invece gestito con 2 locomotori a cremagliera, che svolgevano la medesima funzione degli spintori attuali (spingere i tram in salita e frenarli in discesa) ma indipendentemente l'uno dall'altro.

29 luglio 2025

ULTIME DALLA TVA

YT

Le ultime dichiarazioni di questa Giunta dirottano per la terza volta i fondi PNRR.

Questi inizialmente erano stati destinati alla realizzazione della tratta Termini <> Venezia, poi della tratta Giureconsulti <> Porta Cavalleggeri ed adesso per l'acquisto di 10 tram CAF.

Godiamoci Gigi Proietti.

22 luglio 2025

IN MEMORIA DELLA TDM

AI

Proprio in questi giorni questa Giunta ha reso noto le richieste di finanziamento per la realizzazione di 5 tramvie, attingendo ai fondi del cosiddetto Trasporto Rapido di Massa (TRM).

Dall'elenco, come s'era da tempo capito, sono rimaste fuori 2 brevi tramvie, previste nel PUMS redatto solo pochi anni fa, che avrebbero collegato la fermata della metro di Ottaviano a piazzale Clodio ed al Parco della Musica.

La prima tramvia avrebbe compensato il mancato passaggio della metro C per la Città Giudiziaria.

La seconda invece quello per l'Auditorium, visto che il progetto della tratta T1 della futura linea C prevedeva a quei tempi che dopo la fermata Clodio-Mazzini (sic!) avrebbe tirato dritto verso Farnesina.

Adesso questo tracciato è stato modificato (aggiungendo il passaggio per il Parco della Musica) e quindi la tramvia non ha più ragione d'esistere, per chi ovviamente non sa a cosa servono le tramvie moderne.

Le tramvie moderne non servono soltanto per trasportare delle persone da un punto A ad un punto B (come fa ad esempio una linea sotterranea) ma, essendo degli impianti di superficie, servono anche a riorganizzare gli spazi urbani che attraversano, operando con interventi integrati sulla viabilità, sui parcheggi, sulla rete degli autobus e sul controllo del traffico e della sosta; dando maggiori privilegi ai trasporti collettivi piuttosto che a quelli privati, che tra l'altro a Roma, ove i parcheggi sotterranei sono irrilevanti, tengono in ostaggio quantità di territorio non indifferenti, con parcheggi a raso più o meno selvaggi.

Nello specifico la Tramvia della Musica avrebbe consentito la realizzazione di un asse pedonalizzato, coincidente con l'attuale Via Guido Reni, che avrebbe raccordato varie strutture culturali e sportive che affacciano sull'asse stesso, come il MAXXI, la futura Città della Scienza, il Palazzetto dello Sport e l'Auditorium.

Inoltre avrebbe giustificato anche la modifica fatta a suo tempo al progetto del Ponte della Musica, che consentì di trasformarlo da semplice ponte ciclopedonale a ponte tramviario.

Anche in questo caso quindi non ci resta che goderci una serie di passaggi di un tram virtuale nei punti più iconici di questo itinerario che attualmente è un grande, incommensurabile, parcheggio a cielo aperto. 




16 luglio 2025

IN MEMORIA DELLA TVA

AI

Le recenti dichiarazioni di questa Giunta per l'ennesima volta posticipano la realizzazione di questa opera, che ormai è diventata una farsa.

Non si capisce perché dovrebbe essere realizzata durante un eventuale secondo mandato quando non si è riusciti a farla nel primo.

Godiamoci quindi le immagini di un tram virtuale che attraversa le strade dell'Ansa Barocca ben consci che quello reale non lo vedremo mai.




24 giugno 2025

"PETER WITT" A MILANO (III)

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Tram a carrelli Peter Witt o 1928 (14 metri, 1 cassa, 4 assi, 96 pax) mentre in notturna effettua una fermata per una via di Milano: iconica immagine che sopravvive in una città che cambia all'incedere dei tempi.

Le prime vetture 1928 furono costruite quasi 100 anni fa nel cuore di Milano dalla ditta Carminati&Toselli (in via Messina, la stessa via in cui attualmente ha sede uno dei depositi tramviari dell'ATM) su licenza dell'americana Peter Witt, che aveva già fornito mezzi simili alle reti tramviarie di Cleveland e Toronto.

Con l'occasione vogliamo ripubblicare (in una forma più leggibile, basta cliccare sulle tabelle per ingrandirle) un contributo già pubblicato nella sezione Navigator del blog nel luglio 2021, con il quale è possibile effettuare delle ricerche dettagliate su questi caratteristici tram milanesi.

Si tratta del Peter Witt 1928 Navigator, che oltre ad essere un database di tutti modelli costruiti (suddivisi per anno di costruzione e singolo costruttore), consente anche, nella maggior parte dei casi, di risalire alla storia di ogni singola vettura.







Come esempio di utilizzo dello strumento si può applicarlo al video di questo post (dove una vettura 1928 fa una fermata in un luogo di Milano non ben precisato) per effettuare un'indagine iconografica seguendo le regole del Five Ws (who?, what?, when?, where? and why?).

I passaggi logici sono i seguenti.

Who?



Nonostante si tratti di una ripresa notturna e a bassa definizione si può facilmente isolare un fotogramma nel quale è ben visibile il numero di vettura (1893).

What?

Servendosi del Navigator si risale immediatamente alle seguenti informazioni:

* anno di costruzione (1929)
* costruttore (Officine del Tallero)
* deposito attuale (Messina)
* linee in capo al deposito (1, 10 e 19).

When?

Dai metadati del video si risale alla data (8 giugno 2025) e all'ora (22.25) della ripresa.

Where?


Isolando un ulteriore fotogramma prima che il tram si arresti è possibile notare uno striscione arancione su sfondo scuro con la scritta "NUDO".

La sequenza dei caratteri sembra suggerire "RE NUDO", una rivista alternativa milanese, che proprio nei giorni nei quali sono state effettuate le riprese organizzava un evento presso la "Fabbrica del Vapore" in via Procaccini a Milano.

Con una verifica visiva (servendosi di Google Street View) si può vedere immediatamente che la fermata ripresa nel video è proprio quella di via Procaccini/Lomazzo e quindi (servendosi della mappatura delle linee tramviarie di ATM Milano) dedurre che la vettura sia in servizio sulla linea 10 (Lunigiana <> 24 Maggio).


Why?

Forse non è un caso che l'area in cui insiste attualmente la "Fabbrica del Vapore" (alle spalle della fermata Procaccini/Lomazzo) sia proprio quella occupata a suo tempo dallo stabilimento Carminati&Toselli, nel quale fu costruito il lotto più cospicuo di tram Peter Witt (ben 112 esemplari).








16 giugno 2025

TRAM A BEIJING

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Tram turistico Quianmen (confidenzialmente Dang Dang Che) nella primavera 2025.

La flotta è composta da 2 unità bidirezionali a batteria che percorrono la via omonima "a va e vieni" per circa 800 metri.

Il loro aspetto retrò riprende il design dei tram originali che circolavano a Pechino negli anni '20 del '900, offrendo un'esperienza nostalgica ai visitatori.



A Pechino esistono altre 2 linee tramviarie complementari all'imponente rete metropolitana che conta ben 19 linee, una a N-O e l'altra a S-E del centro della città.

La prima, chiamata Xijiao, è lunga 8,8 chilometri ed interscambia con linea circolare esterna 10 della metropolitana a Bagou, terminando 5 fermate più avanti a Fragrant Hills.

E' stata inaugurata nel 2017 ed è utilizzata principalmente per il trasporto ricreativo verso il grande Parco Xiangshan, l'Orto Botanico e il Palazzo d'Estate degli Imperatori Cinesi.

La linea si sviluppa interamente in sede propria, per lo più lontana dalle strade pubbliche, con un tracciato che incontra diversi tratti in galleria, più o meno lunghi.

E' esercitata con 31 tram a pianale ribassato a 5 sezioni, forniti dal costruttore locale CRRC Dalian e basati sul noto modello di origine italiana Sirio di Ansaldo Breda (ora Hitachi).

I tram operano accoppiati in comando multiplo per la maggior parte del tempo, ma nonostante l'alta frequenza, la domanda è così elevata, soprattutto nei fine settimana e durante le vacanze scolastiche (5,62 Mpax/anno), che si formano lunghe code di passeggeri in attesa nelle singole stazioni.






Al contrario, la seconda linea inaugurata nel 2020 ha registrato una domanda decisamente inferiore (0,95 Mpax/anno). 

È nota come linea T1 Yizhuang New Town e collega Quzhuang con Dinghaiyuan attraverso la periferia della cosiddetta Area di Sviluppo Economico-Tecnologico di Pechino su una lunghezza di 11,9 km.

I motivi della sua ancora mancata crescita va ricercata nella sua relativa lentezza.

Infatti la linea corre prevalentemente su un binario separato al centro della carreggiata, ma non gode di alcuna priorità agli incroci semaforici.

Sull'intera tratta il tempo di percorrenza è di circa 55 minuti con 14 fermate (inclusi entrambi i capolinea), il che corrisponde a una velocità commerciale di circa 13 km/h.


Sulla linea T1 sono attualmente in servizio 19 tram a pianale ribassato a 5 sezioni del produttore locale BSR (Beijing Subway Rolling Stock Equipment Company).

I convogli sono dotati di sistemi di accumulo a batteria che consentono di effettuare brevi tragitti senza linea aerea di contatto.

Questo sistema viene utilizzato nell'area del deposito e anche in alcuni importanti incroci stradali.

La linea aerea di contatto in prossimità degli incroci stradali viene sollevata e terminata lateralmente.

Il pantografo dei tram si solleva a tutta altezza quando la linea aerea termina e rimane in questa posizione finché non entra nuovamente in contatto con la linea che riparte dopo l'incrocio, venendo nuovamente premuto verso il basso dalla tensione del cavo stesso.

Un analogo sistema dovrebbe essere adottato a Roma sulla tramvia TVA (Termini Vaticano Aurelio) che ancora non è riuscita a superare la fase progettuale dopo trent'anni e con l'aria che tira ce ne vorranno altrettanti prima che sia realizzata.